ATTENZIONE: Temo sia un post un po` bimbominkiesco. L`ho scritto perche` ci sono appunti che mi piace avere piu` cosi` che non a punti. Potete non leggerlo.
Oggi mentre tornavo in vaporetto all`MDP (che per chi ancora non lo sapesse e` il nome della casa di Venezia) e` successa una cosa strana: guardavo fuori dal finestrino, ho girato un attimo la testa, e davanti a me ci ho trovato Sip.
Stava seduto sul fondo della cabina, dove ci sono tre sedili per lato. Stava con le gambe accavallate (ma va?), tutto vestito di nero (spolverino, guanti e cappello anni 40). Era bellissimo (ovviamente, si parla di Sip), e leggeva.
Non l`ho chiamato, non ci sono stati incroci di sguardi, ma mentre guardavo fuori dal finestrino mi faceva capire chiaramente che voleva passeggiare per le calli. Sinceramente, non ne avevo voglia. Pero` era troppo tempo che non uscivo per Venezia (ed era tanto che non incontravo lui). Ragion per cui dopo cena sono uscita a camminare. E c`e` una luna davvero bella, stasera.
(Se devo essere del tutto onesta, prima di uscire ho mandato un sms ad almeno 5 persone chiedendo se volessero venire con me. Hanno declinato tutte quante. Sigh.)
Appena sono scesa in strada ci ho trovato Sip ad aspettarmi. Quel fetente. Poteva farmi venire un colpo.
Ci siamo avviati verso san Marco mentre tentavo di avviare una conversazione decente, ma lui niente, muto. Persino stizzito, direi. Quando gli ho chiesto cos`avesse ha girato la testa dell`altra parte e ha sbuffato. Tu vuoi dirmi che rompi l`anima per 20 minuti perche` vuoi andare in giro, e poi mi fai i capricci? Ma io ti impaletto.
Il problema che infastidiva tanto le petit garçon era che stavo ascoltando la musica camminando.
<Non sopporto la gente che cammina con le cuffie nelle orecchie. Sei con me, il tuo centro sono io. Non ammetto di essere al livello di un lettore mp3. E poi la citta`, non la vuoi sentire la citta`? Tutte le citta` hanno qualcosa da dire, sono creature vive esattamente come lo erano i prati in cui portavo le capre a pascolare. Non vuoi sentire le storie che ha dirti? Non vuoi sentire la Vita?>
E allora va bene. Lettore spento, cuffie tolte, finalmente si e` rilassato. Era tutto solare (HE.) come se nulla fosse successo.

Ero un po` tesa, a dire il vero. Uscire alle dieci di sera e` pur sempre uscire alle dieci di sera, anche se e` Venezia. Purtroppo dev`essere una cosa interna al codice genetico di ogni femmina “Oh no, ci sono due/o piu` uomini che camminano insieme. Saranno sicuramente dei maniaci”. (O sono solo stupida io, anche perche` ogni volta ritrovo la calma dicendomi “ma chi vuoi che ti violenti, a ‘ndrocchia”.) Comunque all`inizio della passeggiata non ho potuto fare a meno di irrigidirmi un pochino. Sip, che e` sostanzialmente un animale, ovviamente se n`e` accorto.
<Non avere paura>, ha detto guardando avanti, con le mani guantate in tasca, <se hai paura, i problemi vengono da te>.
Niente paura, allora. <Tanto effettivamente sono con te. Cosa mai potrebbe succedermi?>.
Ha sorriso. Schiudendo le labbra, ha sorriso. (Ma e` stato un bel sorriso, nonostante tutte le cose che implicava, come al solito.)
San Marco era bella come sempre. La luna crescente tutta sfumata nella nebbia, che meraviglia.
Abbiamo camminato un po` senza parlare, guardando le poche persone che erano in giro, le luci, le ombre.

Su un ponte ci sono passati accanto due uomini (presumibilmente marocchini). Puzzavano. Erano il cliche` dello straniero cattivo a cui i bambini non devono avvicinarsi.
<Che schifo>, ho detto, arricciando il naso. Lui ha scosso la testa. <Come no? Non ti fanno schifo?>
<Non mi fanno schifo. Anzi! Potrebbero lavarsi, questo si`, ma non puoi giudicare qualcuno solo dall`apparenza..Tutti gli uomini hanno qualcosa di buono dentro di loro.> Parlava sorridendo. Certo che deve amarli davvero, gli uomini. Poi ha corrugato la fronte. <…a parte il Lambertini.>
Gli ho chiesto cos`avesse il Lambertini di speciale. Ha fatto una faccia tra l`irato ed il dispiaciuto, arricciando le labbra. Poi ha sbottato. <Era brutto.> …vabbeh.
Si e` tolto il guanto e mi ha preso la mano. Era fredda, ma morbida e gentile. Gli ho chiesto di parlarmi.
<Amo le persone, sono cosi` VIVE. Sono sempre stato un tipo socievole…purtroppo questo mio carattere al villaggio in cui sono nato non piaceva, motivo per cui mi avevano mandato a pascolar le capre…di questo ovviamente li ringrazio.> Ha sorriso di nuovo, guardando il cielo.
L`aria era ancora fredda, ma godibile. Ci saranno stati almeno sette gradi.
<Parlami di Odette>, gli ho chiesto.
<Odette…Odette era un gattino. Un bellissimo, arruffatissimo gattino dorato. Dormiva quando voelva dormire, mangiava quando voleva mangiare, chiedeva attenzioni quando voleva attenzioni. Ogni tanto scappava da qualche parte da sola. Di solito tornava con dei fiocchi – amava i fiocchi, la sua carrozza era tutto un infiocchettamento multicolore. Deliziosa, davvero.> Parlava con malinconia, sorridendo dolcemente. Iniziavo a capire perche` il Lambertini gli stia ancora sul groppone dopo tanti anni.
<Guarda quello come ti starebbe bene.>, ha detto ad un certo punto, indicando un vestito dorato di paillette (saranno state paillette?).
<Ma per favore…>

<Quello a te starebbe bene.> gli ho detto io indicando un negozio di vestiti sportivi la` accanto.
<Ma per favore…>

<Ecco, questi starebbero bene a entrambi.>, ho indicato un`altra vetrina vicina, con vestiti ben piu` decenti.
<Decisamente.>, ha annuito lui.
<Decisamente>, ho annuito io.

Abbiamo continuato a camminare, con calma. Il vento che sospirava gentile.
Ad un certo punto si e` fermato guardando la parete alla fine di una calle.
<Guarda che meraviglia. Gli uomini hanno bisogno degli dei, per quanto alcuni di loro possano negarli. Guarda quanta bellezza e` stata fatta in nome loro! Quello di cui gli uomini non si rendono conto e` che gli dei hanno bisogno degli uomini. E gli uomini omaggiandoli non fanno altro che migliorare le proprie vite.>

<Ma hai mangiato stasera?>, gli ho chiesto guardandolo di sbieco. Ha ammiccato, alzando il mento. Non sopporta che la gente sminuisca i suoi momenti da fricchettone.
Vicino a Rialto c`e` un negozio di pellicce. Mentre passavamo davanti alle vetrine, Sip ha storto il naso.
<Cos`hai?>
<Non mi piacciono le pellicce. Non posso fare a meno di pensare che potrebbero essere Laszlo.>
Che scemo.
Quando eravamo quasi arrivati a casa mi ha chiesto che non fossi felice di essere uscita con lui, anziche` con le altre. Ho risposto “…meh”.
Non volendolo ancora lasciar andare, gli ho chiesto se volesse salire in casa. Ha accettato. Ero sorpresa che non ci fosse ancora stato, credevo ci fosse gia` venuto da tempo.
<Perche` io sono…e tu sei…ehm> non sapevo spiegarmi, come al solito.
<Sono un gentiluomo, non entrerei mai in casa di una donna senza permesso. Anche se con quella donna ho il particolare rapporto che c`e` tra di noi.> Beh, reggeva. Mi sono versata da bere e gli stavo chiedendo se volesse dell`acqua, quando mi sono fermata a meta`. Oh, alla fine se ci si sta insieme un po` non sembra poi tanto strambo, che vi devo dire.
<Domani vuoi venire con me a lezione?>, gli ho chiesto mentre accendevo il computer.
<Lo sai che non posso…ma se vuoi puo` venire William, sara` come se ci fossi io.>
<Ma non sarai comunque tu…> Ha alzato un sopracciglio, compiaciuto. <Non voglio che tu vada via.> E` stata una serata piacevole e ha dei bei capelli, che volete?
Mi ha messo una mano sulla testa. <Tornero`.>
Poi mi sono seduta qui a scrivere ed e` scivolato fuori nella notte senza che me ne rendessi conto.

E porca miseria. Mi sono dimenticata di chiedergli cosa stava leggendo sul vaporetto.
(Comunque ho un coniglio per casa. Ho sempre desiderato avere un coniglio per casa, EVVIVA! ♥)
